il giro delle 7 chiese

II primo ritiro dei facchini si tenne nella Chiesa sconsacrata di S. Rocco, al quale seguirono dal 1923 al 1936 quelli nel Convento di S. Maria della Pace. Successivamente all'abbattimento del Convento per consentire l'edificazione dell'attuale scuola L. Concetti, i raduni furono tenuti nell'attigua palestra. Dal 1988 era Palazzo dei Priori ad ospitare i facchini il pomeriggio del 3 settembre; mentre l'attuale Chiesa degli Almadiani li ospita dal 1998. Da qui, dopo il saluto delle autorità, i facchini si compongono in formazione per iniziare il giro delle sette Chiese. Da alcuni anni la prima sosta, con deposizione di una corona, viene effettuata al Monumento dei Facchini in Piazza della Repubblica, dopo aver reso omaggio al Sacrario dei Caduti. Si inizia così con la Chiesa di S. Angelo in Spata per poi proseguire nell'omaggio a S. Giacinta Marescotti in piazza della Morte. Qui i facchini ricevono in dono una foglia con una spina posta al centro, colta da una pianta che la leggenda vuole sia fiorita nel punto in cui cadeva il sangue delle flaggellazioni che si infliggeva la Santa. Il giro poi presegue verso la Chiesa di S. Maria Nuova per venerare l'immagine del SS Salvatore, per poi giungere successivamente alla Chiesa della Trinità all'interno della quale viene cantato dai facchini l'inno "MIRA IL TUO POPOLO" di fronte all'immaggine della Madonna Liberatrice. E' invece dal 1994 che è stata inserita nel giro la Chiesa di S. Francesco per poi finire al tempio di S. Rosa ove è custodito il corpo della Patrona di Viterbo, qui i facchini sostano in raccoglimento dopo aver reso omaggio alla Santa. Poi i facchini raggiungono il bosco del Convento dei Cappuccini, mentre una delegazione di loro si reca al Cimitero di S. Lazzaro per rendere omaggio ai cittadini ed ai facchini Defunti ed anche agli ospiti del gerontocomio Giovanni XXIII. Nel ritiro che precede la sfilata verso la mossa, i facchini vengono rifocillati con una merenda che viene fornita dall'appaltatore, a base di carne, cannelloni e lasagne. Quindi ricevono sigarette e confetti da parte del Comune e la tradizione vuole che sia la Pasticceria Lombardelli a donare loro la ciambella di S. Rosa. Intorno alle 20,00 a passo di marcia si avviano verso la Macchina, attraverso Via Mazzini per sostare brevemente davanti alla Chiesa di S. Maria in Poggio (dove S. Rosa fu sepolta) per poi riprendere verso la Casa di S.Rosa per immettersi, sempre inquadrati, sul percorso che li porterà in senso inverso alla Macchina di S. Rosa.Qui giunti, i facchini effettuano la loro ultima visita delle Chiese, quella di San Sisto dove troveranno ad attenderli il Vescovo di Viterbo ed il Parroco, per la rituale assoluzione "in articulo mortis" e dopo un evviva Santa Rosa i facchini escono dalla Chiesa di S. Sisto per rinnovare l'ennesimo atto di fede e di forza verso la Patrona Santa Rosa.